Autore:
Giulio Benuzzi
Data pubblicazione:
11 maggio 2009
Velisti di sangue o per caso
Normalmente non si nasce velisti.. lo di diventa col tempo, dopo aver affinato la tecnica, alimentato la passione e lo spirito non con una sola uscita ma con svariate giornate trascorse sulla barca.
Esistono infatti due categorie di persone che vanno in barca a vela: la prima annovera i super appassionati, i folgorati della vela, tutte quelle persone che salirebbero sulla barca senza mai metter piede a terra. Questi individui hanno avuto modo di
cimentarsi parecchie volte con l’esperienza barca, chi come figlio d’arte, chi invece talent scout che dal mitico laser ha iniziato a scalare le varie categorie fino a decidere di farne quasi una ragione di vita…
Tutti gli altri sono più o meno velisti per caso… o quasi. Si tratta infatti di persone che approdano alla vela per curiosità, per fare una vacanza diversa, alternativa: insomma queste persone non sono seguaci di Syusy Blady e Patrizio Roversi che velisti per caso proprio non sono, ma approdano alla vacanza in barca a vela senza aver ben chiaro cosa questa sia nella sua interezza. Sono principalmente attratti dal significato di
libertà che la barca emana, dalla possibilità di andare a scoprire posti altrimenti inaccessibili o inesplorabili, dal poter ammirare la natura ed il mare rimanendo distaccati dal resto del marasma trascorrendo una notte non in porto, ma in una rada mozzafiato.
Insomma questi ultimi hanno una visione più “romantica” della barca; non è uno stile di vista ma un valore aggiunto per esaltare delle qualità altrimenti non così riconoscibili.
Mescolare le due categorie risulta però assai difficile; il velista puro difficilmente andrà per baie, piuttosto preferirà andar per mare con una lunga veleggiata, magari una notturna, per raggiungere il suo prossimo approdo.
Il velista per caso invece, la mattina, dopo colazione, si farà un bel tuffo nella baia dove ha trascorso una notte tranquilla e con tutta calma chiederà allo
skipper di portarlo a fare quattro bordi in direzione di una splendida baia che ha letto su di un forum o un giornale. Normalmente questa traversata non dura più di due o tre ore; e così viene scandito il tempo di tutta la giornata dei velisti per caso.
Non che al velista puro non piaccia un tuffo nelle acque cristalline di una incantevole baia, solo che questi intende la sua settimana in barca come un
giro d’Italia in barca a vela, con tappe da percorrere e miglia da macinare, e più ne macina più contento è.
Solitamente quindi l’intero equipaggio rispecchia l’indole del gruppo: o velisti puri o velisti per caso. Qualora, malauguratamente, in un gruppo incappasse un “diverso” cioè se in un gruppo di velisti per caso incappasse un velista puro o viceversa, la sofferenza per quel singolo potrebbe essere atroce, proprio per la diversa concezione delle attività da svolgere sulla barca.
Quindi prima di partire accertatevi se il futuro equipaggio appartiene all’una o all’altra categoria sopra menzionata e poi fate la vostra scelta.